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La città sorge su un alto colle a breve distanza dal mare (appena 12 km), fra le valli parallele del fiume Tesino a sud e del torrente Menocchia a nord. La parete è estremamente ripida su tre lati; solo a est essa declina più dolcemente verso l'Adriatico. L'altitudine media è di 494 m. Il punto più alto, però, è di 508 m e coincide con l'antica pieve di San Nicolò, sul colle omonimo. La posizione geografica ha meritato alla città l'appellativo di "Belvedere del Piceno", dovuto alla visione panoramica estremamente ampia e suggestiva che offre. Oltre al mare Adriatico a est e ai Monti Sibillini con l'Ascensione in primo piano a ovest, guardando verso nord si possono scorgere il Conero e il Titano. A sud, poi, la visione è particolarmente estesa e abbraccia i Monti della Laga, la Montagna dei Fiori, il Gran Sasso d'Italia, la Maiella e, in condizioni climatiche particolarmente favorevoli, il promontorio del Gargano. Ma almeno fino al 1979 vi è addirittura testimonianza della possibilità - benché eccezionalissima - di raggiungere con lo sguardo territori d'oltremare, precisamente le Alpi Dinariche della Dalmazia. Geologicamente i colli ripani risalgono al pliocene e sono costituiti di calcare, sabbia, creta e arenaria[1] (pietra, quest'ultima, che infatti domina negli edifici storici di tutta la zona, mentre nei pressi di Ascoli Piceno prevale il travertino). Sotto Ripatransone passa un intricato sistema di spelonche denominate "Grotte di Santità", un esteso intrico di cunicoli non interamente esplorato. Lo sviluppo di tali cunicoli avrebbe una superficie di quasi 2.000 mq[2] e taglierebbe tutto il paese in larghezza. Non visitabili, le Grotte di Santità sono protagoniste di varie leggende e possono essere causa di pericolosi crolli, come quello che nel 1994 fece letteralmente sprofondare piazza Matteotti portando alla luce i resti di un'antica chiesa. Nell'immediata periferia del paese è sita un'area boschiva di interesse ambientale denominata "Selva dei Frati Cappuccini".
Il territorio, esteso 7.411 ettari, è uno dei più vasti dell'attuale provincia di Ascoli Piceno, preceduto soltanto dal capoluogo, da Acquasanta Terme e da Arquata del Tronto; il paese unisce così all'interesse del centro storico quello naturalistico del territorio rurale. Il terreno è fertile e adatto a tutte le coltivazioni della campagna mediterranea, in particolare l'olivo e la vite. Tipici delle colline ripane, e marchigiane in genere, sono i calanchi, i vasti solchi formati dall'erosione pluviale che conferiscono un aspetto "lunare" al paesaggio. I testi completi su Ripatransone sono disponibili su WIKIPEDIA
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