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Benvenuti nella Provincia di Ravenna |
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Ai tempi dell' Impero Romano la città di Ravenna era un importante porto marittimo adriatico e una delle città d'Europa più importanti dell'età romana e del Medioevo . Quando la città fu fondata, era al centro di una laguna costiera (che appare ancora nelle mappe del XVI secolo ) ed era attraversata da una canalizzazione interna che fu tombata nella seconda metà del XV secolo. Ravenna fu un'antica alleata di Roma nelle guerre contro i Galli e continuò ad esserlo fino a quando si schierò con Mario nella guerra civile del I secolo AC . Lucio Cornelio Silla annettè la provincia alla Gallia Cisalpina. È stata un'importante stazione dell'Impero Romano ( "classis" ), da cui il nome di Classis dato al porto cittadino di Ravenna, protetto inizialmente dalle mura. L'imperiale Porta Aurea del Classis non venne demolita fino al XVI secolo , quando era l'ultima delle vestigia ancora in piedi. Le Colonne del Classis vennero sparpagliate come trofei nelle Chiese di Ravenna, e addirittura spedite a Venezia . Sculture di epoca romana decorano ancora la chiesa di San Giovanni in Fonte. Nel 402 l'imperatore dell'impero romano d'Occidente Onorio trasferì a Ravenna la residenza imperiale da Milano, per sfuggire alle minacce di Alarico. Alla morte di Onorio la sorella di lui, Galla Placidia , nel luogo del figlio minorenne Valentiniano III, prese in mano le redini del potere. Galla Placidia giunse a Ravenna nel 424 e diede il via ad una importante azione di monumentalizzazione della città, continuando una politica che aveva avviato Onorio. Innanzitutto la sovrana commissionò la costruzione della basilica di S. Giovanni Evangelista con la quale scioglieva un voto fatto durante il viaggio che l'aveva condotta da Costantinopoli a Ravenna via mare. L'edificio è ancora in essere, anche se nella sua parte anteriore ha subito un pesante intervento di restauro resosi necessario all'indomani dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Forse a lei è da attribuire anche la committenza della chiesa di S. Croce. L'edificio, che oggi è visibile solo parzialmente, era legato al sacello che generalmente viene denominato "mausoleo di Galla Placidia". Secondo la tradizione, il sacello, ancora oggi visibile, avrebbe ospitato le spoglie della sovrana, ma oggi, sappiamo che tale notizia è priva di fondamento storico. Quando Galla Placidia giunse in Ravenna, la città era già stata dotata di alcune importanti chiese. Tra la fine del IV secolo e l'inizio del V, in concomitanza col trasferimento della corte, era stata costruita la cattedrale. Alla cattedrale era stato affiancato il battistero. L'edificio, ancora esistente, venne ampiamente ristrutturato nella metà del V secolo per volontà del vescovo Neone. In seguito a ciò è comunemente chiamato battistero neoniano. In seguito al trasferimento della corte, l'imperatore Onorio aveva fondato, inoltre, la basilica di S. Lorenzo in Cesarea. Localizzata a meridione della città, all'esterno dell'area urbana, si trattava presumibilmente di un santuario legato all'area cimiteriale. All'attività di Onorio si deve anche la fondazione dell'Apostoleion, ovvero una chiesa dedicata ai Dodici apostoli. L'edificio, modificato ampiamente attorno all'anno Mille, oggi è noto coll'intitolazione di S. Francesco. A Ravenna si giocarono le sorti dell'Impero d'Occidente allorchè nel 476 venne deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augustolo. La capitolazione avvenne per mano di Odoacre, re degli Eruli. Il regno di Odoacre ebbe vita brevissima e il re Goto Teodorico , nel ( 493 ), rivendicò il controllo della città, dopo un lungo assedio. Il sovrano goto, che morì nel 526, si distinse per una politica di distensione soprattutto dal punto di vista religioso. I Goti, infatti, erano di culto ariano e, stabilitisi in città, non abbandonarono la loro tradizione convivendo con la popolazione locale che seguiva l'ortodossia religiosa. Teodorico dotò il popolo ariano di una cattedrale e di un battistero, da riconoscersi nella chiesa oggi denominata dello Spirito Santo e nel vicino battistero. Il sovrano, inoltre, intervenne con opere costruttive sulla residenza palaziale che dotò di una cappella palatina, la chiesa successivamente denominata S. Apollinare Nuovo. Divenuto imperatore d'Oriente Giustiniano , egli avviò un programma politico mirato alla riconquista di quei territori dell' Impero Romano d'Occidente occupati da regni barbarici (Ostrogoti in Italia, Visigoti in Africa e Spagna). Per fare ciò diede l'avvio ad una offensiva militare nota come Guerra Greco-Gotica. Anche l'Italia rientrò ben presto sotto il controllo dell'impero d'Oriente. Giustiniano stabilì nella penisola un protettorato che ebbe sede in Ravenna, successivamente controllato da esarchi . Giustiniano, inoltre, si preoccupò di fare occupare il soglio vescovile ravennate da Massimiano, suo uomo di fiducia, che assunse, per volontà dell'imperatore e per la prima volta nella storia della chiesa, il ruolo di arcivescovo. Giustiniano e Massimiano promossero un'importante campagna edilizia in Ravenna. Giustiniano commissionò la costruzione della chiesa di S. Vitale. Mentre Massimiano promosse la costruzione della basilica di S. Apollinare in Classe. Il ricco banchiere Giuliano l'Argentario finanziò, inoltre, la costruzione della chiesa di S. Michele in Africisco, di cui oggi restano solo pochi avanzi, inglobati in un edificio moderno. Nel 751 l'Esarcato cadde sotto l'offesiva dei Longobardi. Per volontà del re dei Franchi Pipino il Breve , la città passò sotto il controllo del papa e vi rimase per diversi secoli. Nel 1512 , in occasione della guerra della Lega Santa, Ravenna fu teatro di scempio e sangue per la prima grande guerra con armeria moderna mai subita prima. Dopo il momentaneo dominio napoleonico Ravenna torna nuovamente allo Stato Pontificio finchè, nel 1859, in seguito a continue ribellioni, non verrà annessa al Piemonte e nel 1861 gode dell'Unità d'Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale Ravenna seppe dar dura prova della sua forza nella lotta al Fascismo, da cui fu più volte bombardata. Tale valore le ha concesso il godimento della Medaglia d'Oro al valor Militare. Tratto da WIKIPEDIA (collegamento esterno) |
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