SOMMARIO
Centro citta



Roma in Vespa

Il nuovo video di Roma:abbiamo usato una Vespa 125: potrete godere di una visita delle vie del centro, l'Ara Pacis, Via del Corso e molti altri luoghi della Capitale


Umbria Norcia

Norcia situata tra la Valnerina ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è conosciuta principalmente perl'artigianato artistico ed i prodotti tipici come tartufo e salumi artigianali.


Tavullia la città di Valentino Rossi

Tavullia si trova circa 70 chilometri a nord-ovest di Ancona e circa 15 chilometri a ovest di Pesaro. Si estende per una superficie complessiva di 42,3 km² e confina con i comuni di: Colbordolo, Gradara, Mondaino (RN), Montecalvo in Foglia, Montegridolfo (RN), Montelabbate, Pesaro, Saludecio (RN), San Giovanni in Marignano (RN), Sant'Angelo in Lizzola. Ha una densità di popolazione pari a 124 abitanti per chilometro quadrato. Il comune è costituito dal borgo di Tavullia e dalle seguenti frazioni: Babbucce, Belvedere Fogliense, Case Bernardi, Padiglione, e Rio Salso.


Verona La casa di Giulietta

La casa di Giulietta meta prediletta delle coppie di innamorati, è il luogo dove si ipotizza Shakespeare si sia ispirato per la tragedia Romeo e Giulietta.


Santa Vittoria in Matenano cenni storici della città

Video istituzionale della città al centro dei monti Sibillini

 

Santa Vittoria fu fondata nel 890 dai monaci dall'Abbazia di Farfa. Questa abbazia, protetta dell’Imperatore Carlo Magno, nel periodo di suo massimo splendore controllava gran parte dell'Italia Centrale, ma, a seguito della decadenza dell'Impero Carolingio, venne assediata dai Saraceni. Dopo sette anni di assedio, l’abbazia venne alla fine abbandonata dai monaci che, divisi in tre gruppi e sotto la guida dell’abate Pietro I, si diressero verso il monastero di S. Ippolito e S. Giovanni in Silva a Santa Vittoria, verso Rieti, dove vennero trucidati dai Saraceni, e verso Roma, da dove l'abate Ratfredo ricondusse i monaci a Farfa alla termine del saccheggio, culminato con l’incendio dell’abbazia.

Per migliorare la sicurezza di Santa Vittoria, l'abate Pietro fece costruire un castello sul Monte Matenano, che sovrasta il paese; il 20 giugno 934 l'abate Ratfredo fece trasportare il corpo di Santa Vittoria, martire cristiana del terzo secolo appartenente ad una nobile famiglia romana, nella basilica-santuario del monastero realizzato su questo monte.

Nella seconda metà del XIII secolo Santa Vittoria divenne sede del Presidiato Farfense, avendo giurisdizione su gran parte delle attuali province di Ascoli Piceno e Macerata. Tra il 1235 ed il 1238 fu costruita la torre dell’abate Odorisio e nei suoi pressi fu costruito anche il Palazzo Comunale, successivamente demolito nel 1771 insieme al castello e al monastero farfense per i danni provocati dalle intemperie e dai terremoti.

Nel 1406 Santa Vittoria ebbe un suo statuto, documento attualmente custodito nell'archivio comunale. Santa Vittoria fu un centro artistico e letterario e dalla sua abbazia proviene la regola benedettina che costituisce il documento volgare più antico delle Marche, attualmente conservato nella biblioteca di Ascoli Piceno.


Ancona Duomo

Il Duomo di Ancona domina la vista del porto cittadino, è una delle zone più suggestive e caratteristiche del capoluogo marchigiano.


Roma VIDEOGUIDA Piazza Colonna e Galleria Alberto

Piazza Colonna è una piazza di Roma che prende il nome dalla Colonna di Marco Aurelio che qui sorgeva sin dall'antichità, e che dà il nome al rione omonimo, Rione Colonna , di cui la piazza fa parte.


Rimini Centro storico

Rimini, Centro storico


Sondrio le vie del centro

Il capoluogo della Valtellina: le vie del centro e Piazza Garibaldi.


Chieti centro della Città

Situata su una collina a ridosso del Mare Adriatico, gode di ampie panoramiche e vedute, sia del mare, sia delle masse montuose della Majella e del Gran Sasso


Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo di Romagna, è un comune della provincia di Rimini, posto sulla via Emilia, al confine con la provincia di Forlì-Cesena.


Tolentino: Cartolina della città

Tolentino è sede del Museo della Caricatura e dell'Umorismo, che promuove la Biennale dell'Umorismo nell'Arte, manifestazione internazionale a cui partecipano artisti e vignettisti satirici da tutto il mondo; centro di grande interesse religioso ed artistico per la Basilica di San Nicola da Tolentino con annesso convento agostiniano e biblioteca Laurenziana. Vi sono anche un Museo Napoleonico e una seconda biblioteca, la biblioteca Filelfica comunale. Tolentino possiede anche un pregevole teatro storico,sede della prestigiosa Compagnia della Rancia diretta dal regista Saverio Marconi, il Teatro Nicola Vaccaj, intitolato al musicista e compositore tolentinate Nicola Vaccaj, colpito il 29 luglio 2008 da un incendio in occasione di lavori di ristrutturazione.

Il Palazzo Sangallo ospita, inoltre, la Scuola Comunale di Recitazione, "Centro Teatrale Sangallo", fondata e diretta da Saverio Marconi.

Presso il Castello della Rancia ha sede il Museo civico archologico "Aristide Gentiloni Silverj", che conserva le testimonianze preistoriche, picene e romane del territorio.

A 15 km dal centro, l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata dai monaci cistercensi nel XII secolo.


Ogni anno viene organizzato in città il Festival di musica corale "Città di Tolentino" al quale partecipano i migliori cori italiani e stranieri.


Firenze Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio, vicino agli Uffizi ed alle vie principali dellà città è una meta d'obbligo anche per i suoi famosi negozi di maestri orafi e gioiellieri.


San Severino Marche cartolina della città

I resti più antichi di presenza umana a San Severino risalgono al paleolitico inferiore e provengono dalla frazione di Stigliano; altri reperti, rinvenuti in varie località del territorio comunale, documentano una continuità di insediamento per tutta l'epoca preistorica. La prima civiltà significativa di cui rimangono tracce è quella dei Piceni, concentrata nelle vicinanze di Pitino, circa due chilometri a nord-est del centro urbano attuale: successive campagne di scavo, dal 1932 a oggi, hanno portato alla luce una zona residenziale, sulla sommità di un colle, e tre necropoli nelle vicinanze, il tutto databile tra il VII e il V secolo a.C.

Dopo la conquista romana del Piceno, nel 268 a.C., nel vicino fondovalle sorge l'abitato di Septempeda (nome dall'etimo incerto), che diverrà municipio nel I secolo a.C. Della città romana sono stati individuati in tempi successivi resti di mura con un complesso termale, un incrocio stradale, tracce di domus private, una fornace e un sepolcreto. Da alcune iscrizioni, si sa che doveva esistere un tempio dedicato alla dea Feronia, divinità di origine sabina a cui si consacravano i liberti.

Il municipio romano andò in rovina in epoca alto-medievale, e un nuovo nucleo urbano sorse in posizione più protetta sul colle detto Monte Nero, che domina l'abitato odierno; la città ricostruita fu battezzata con il nome di Severino, un santo locale di cui si hanno poche notizie certe, vescovo di Septempeda a metà del VI secolo. Le testimonianze storiche attestano che la città antica continuò a sopravvivere per tutto il Basso Medioevo, smentendo la leggenda secondo cui sarebbe stata distrutta da Totila nel 545 d.C., durante la guerra greco-gotica.

Quanto al nuovo centro, il primo documento credibile della sua esistenza è del 944, anno di probabile fondazione dell'antica cattedrale. Libero comune intorno al 1170, parteggiò costantemente per i Ghibellini; nel corso del Duecento si ingrandì fino all'estensione attuale, in parte per via militare e in parte acquistando i castelli circostanti dai precedenti proprietari.

Il Trecento è caratterizzato dalla signoria degli Smeducci, famiglia locale di capitani di ventura, che mantennero con una certa continuità l'egemonia sulla città, finché nel 1426 il Papa li esiliò definitivamente. Tendenzialmente guelfi, ma spesso opportunisti, gli Smeducci riuscirono quasi sempre invisi alla popolazione, che si ribellò al loro dominio in più di una circostanza, ma seppero svolgere anche un ruolo di mecenati in quello che rimane il periodo di massima fioritura artistica di San Severino.

Dopo il breve governo di Francesco Sforza (1433-45), il Comune passa sotto il controllo diretto dello Stato della Chiesa; i secoli successivi registrano un sostanziale declino economico e culturale. Nel 1586 San Severino ottiene il titolo di città e quello di diocesi, mantenuto per quattrocento anni esatti. Nel frattempo, cessate le esigenze di difesa, il centro abitato si è spostato quasi del tutto dal colle a fondovalle, attorno alla vecchia piazza del mercato; fra la metà del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, anche i simboli del potere civile e religioso (Palazzo comunale, Duomo, vescovato) lasciano quella che ormai è una contrada isolata.


Civitanova Marche Centro della città

Insediamenti preistorici scoperti dagli archeologi, dimostrano che l'uomo abitava l'area geografica occupata ora da Civitanova Marche fin dal periodo Paleolitico. Dalla seconda metà del VI secolo a.C. i greci utilizzano il Mare Adriatico per i loro commerci, la foce del fiume Chienti (Kleos in greco, il glorioso) viene utilizzato dalle loro navi come approdo.

Cluana è il nome più antico di Civitanova Marche, viene probabilmente fondata nell'VIII secolo a.C., quindi in epoca pre-romana, a nord della foce del fiume Chienti (che cambio nome in Cluentum in epoca romana) lungo la costa adriatica.

Nel 268 a.C. il popolo piceno viene sconfitto in guerra dai romani, la sua terra annessa al territorio di Roma e con essa anche Cluana.

Nel 50 d.C. su una collina vicina al mare, nei pressi di Cluana, sorge un nuovo piccolo centro abitato: Cluentis Vicus, l'attuale Civitanova Alta (frazione di Civitanova Marche), la sua fondazione ci è testimoniata da un'epigrafe
I due centri, pur diversi, uno sul mare l'altro arroccato sull'altura, nel corso dei secoli, tra alterne vicende, rimangono sempre legati e collegati tra loro. di pietra, oggi conservata nell'atrio della Delegazione comunale.

Nel periodo delle invasioni barbariche Cluana viene distrutta dai Visigoti e quasi tutti i superstiti si rifugiano nel vicus. In quest'epoca di decadenza dell'Impero Romano d'Occidente il Piceno è teatro di continue invasioni, saccheggi e devastazioni.

Cluentis Vicus riesce a sopravvivere a questo duro periodo storico e agli inizi del II millennio lo si menziona con i nomi Civitate Nova, Civitas Nova, Civitatem Novam e Nova Civitas. La vita riprende e le persone pian piano ritornano ad abitare più vicino alla costa, sulla collina San Marone, dove fin dal II secolo è presente una "Memoria" dedicata al santo martire, oggi patrono di Civitanova Marche.

Con l'arrivo dei Franchi si impone il sistema feudale, e sempre più frequenti sono le sottomissioni e le aggregazioni al Comune di feudatari e monasteri. L'antica famiglia degli Aldonesi (o Aldonensi) nel 1075, si fa garante, con il vescovo di Fermo Pietro I, della difesa della città.

Nei secoli successivi sono molti i domini che si avvicendano: quello della Chiesa, dei Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini, Francesco Sforza da Milano, Filippo Maria Visconti e i Cesarini da Roma.

Nel 1440, sotto la signoria degli Sforza, viene costruita una nuova cinta muraria chiamata "Scarpata" e modificate le quattro torri a difesa delle porte (Porta Zoppa, Porta Girone, Porta Mercato e Porta Marina). Il porto, per proteggersi dai pirati barbareschi viene fornito di una fortezza di difesa poiché nonostante la presenza di pirati che infestano le coste non si arresta l'insediamento sulla costa di famiglie di pescatori e commercianti.

Nella prima metà del XVI secolo la città vive un altro periodo difficile, subendo lotte interne, scorrerie, incursioni turche, dispute tra signorotti locali e anche la peste, che fa una strage tra la popolazione.
Alla fine di questo periodo la città è in piena decadenza e nel 1551 viene ceduta da papa Giulio III al nobile romano Giulio Cesarini per risanare un debito contratto dalla Camera Apostolica.

Papa Sisto V (nato a Grottammare, non lontana da Civitanova) alla fine del 1500 trasforma il Marchesato dei Cesarini in Nobile Ducato, che nel 1673 assume il nome di Cesarini – Sforza, per il matrimonio di Livia Cesarini con Federico III Sforza. Questo evento segna un periodo di rinascita e di rinnovamento urbanistico: vengono costruite nuove mura per la Città Alta, nuove strade e palazzi tra cui la residenza del duca nel centro della città. Rinascita che però non porta benessere ai cittadini, che continuano a vivere in misere condizioni. Nel '600 e nel '700 la Città Alta continua a trasformarsi, viene ampliata la piazza principale e costruita la chiesa di San Paolo, che prende il posto dell'omonima Collegiata, la Torre civica è rimpiazzata dalla Torre dell'orologio.
La città nel frattempo continua a svilupparsi nonostante il pericolo di invasioni turche, albanesi e dalmate, il Porto cresce e prende forma una nuova cittadina. Civitanova nel 1782 conta 6057 abitanti di cui 5717 nella Città Alta, 65 a San Marone e 275 al Porto.

Il 12 dicembre 1828 papa Leone XII concede il titolo di Città alle due sedi, quella Alta e il Porto. Nel 1833 la città conta 8.400 abitanti.

Nel 1841 sul Porto viene costruita la prima chiesa, San Paolo, completata nel 1853.

Nel 1913 la frazione di Porto Civitanova viene elevata a comune autonomo; nel 1938 Porto Civitanova e Civitanova Alta si riuniscono in un unico comune con il nome di Civitanova Marche.

Il seguente sviluppo industriale fa diventare Porto Civitanova sede di villeggiatura estiva di nobili famiglie dell'entroterra. Il conte Pier Alberto Conti (1923) costruisce un ippodromo, la città si arricchisce di nuove strade, ville signorili, edifici in stile liberty, spiagge e spazi ricreativi che davano a Civitanova la configurazione di centro turistico balneare.


Firenze Palazzo del Municipio

Firenze  è una città di 366.061 abitanti dell'Italia centrale, è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Toscana, della quale è la città più grande e popolosa, nonché principale fulcro storico, artistico ed economico-amministrativo. Intorno ad essa si stende l'Area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia, ufficialmente istituita dal Consiglio Regionale della Toscana nel 2000, con una popolazione di 1.506.098 abitanti.

Capitale d'Italia (1865-1871) dopo l'unificazione dell'Italia e a lungo sotto il dominio della famiglia dei Medici, Firenze è stata nell'Europa medievale un importante centro economico, culturale, commerciale e finanziario.

È considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è riconosciuta in tutto il mondo come una delle culle dell'arte e dell'architettura, con i suoi numerosi edifici storici, monumenti, e ricchi musei (tra cui la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia, il Bargello ed i musei all'interno di Palazzo Pitti come la Galleria Palatina e molti altri), è rinomata come una delle più belle ed importanti città del mondo.


Cattolica il Centro della Città

Cattolica, nota località di villeggiatura estiva, essa ha una ricca tradizione marinara (pesca e cantieri navali). "La Cattolica" viene menzionata da Dante Alighieri nella Divina Commedia nel XXIII Canto dell'Inferno.

Come Comune autonomo ha origine dalla separazione da San Giovanni in Marignano nel 1896, ma la sua fondazione è testimoniata da un atto del 16 agosto 1271 in cui alcuni abitanti dei paesi posti sulle colline circostanti decidono di insediarsi nelle terre appartenenti all'Arcivescovado di Ravenna ponendosi sotto la tutela del Comune di Rimini. Scavi archeologici mostrano l'esistenza di insediamenti di età romana (circa 200 a.C.). Fino al 1992 ha fatto parte della Provincia di Forlì.

Luoghi caratteristici sono il Municipio del 1914, le chiese di San Apollinare (sec. XIII) e di San Pio V (sec. XIX), i resti di costruzioni romane, il Museo della Regina costruito sulla sede di un antico "hospitium" per i viandanti con l'adiacente Galleria comunale presso la cinquecentesca chiesetta di S. Croce, la Torre malatestiana (1490), la torre di probabile origine bizantina costruita sul piccolo colle - denominato Monte Vici - che domina la città ed inglobata in una ex discoteca degli anni '60, la piazza delle sirene (piazza Primo Maggio) con le fontane danzanti, l'Acquario presso la ex colonia marina "Le Navi" (1934).


Riccione Viale Ceccarini

Il viale più importante ed alla moda di Riccione, viale Ceccarini e le sue perpendicolari, viale Dante e viale Gramsci (anch'essi costellati di locali e alberghi) sono nei mesi estivi brulicanti di persone che passeggiano o girano in bicicletta.


Roma Piazza Colonna e Galleria Alberto Sordi

Roma, veduta di Piazza Colonna e della Galleria con negozi intitolata ad Alberto Sordi scomparso nel 2003

 


Pienza le vie del centro

Per la bellezza del suo centro storico rinascimentale nel 1996 Pienza è entrata a far parte dei Patrimoni naturali, artistici, culturali dell'UNESCO, seguita poi nel 2004 dalla stessa zona valliva in cui sorge: la Val d'Orcia.


Firenze di notte

Firenze si trova in una posizione scenografica, al centro di un'ampia conca ad anfiteatro, circondata su tre lati dalle incantevoli colline argillose di Cercina , appena sopra il quartiere popolare di Rifredi e l'ospedale di Careggi (a nord), dalle colline di Fiesole (a nord-est), di Settignano (a est), e di Arcetri, Poggio Imperiale e Bellosguardo (a sud). La piana dove sorge la città è attraversata dall'Arno (la città stessa divide il suo corso fra Valdarno superiore e Valdarno inferiore) e da corsi d'acqua minori come il Mugnone, il Terzolle e il fiume Greve.


Gallipoli guida della città

Gallipoli è una città del Salento posta lungo la costa occidentale della provincia di Lecce, nella Puglia meridionale.

Si affaccia sul mar Ionio e si divide in due parti, il borgo e il centro storico. Il primo è la parte più recente della città, costruita su una penisola che si protende nello Ionio verso ovest, la quale comprende tutte le nuove costruzioni, come ad esempio il palazzo di vetro (chiamato anche Grattacielo). Il centro storico, invece, si trova su un'isola di origine calcarea, collegata alla terra ferma attraverso un ponte seicentesco ad archi.